I GIORNO

 

Mercoledì 8 marzo: Eccoci qui, ancora l’ 8 marzo ancora Norvegia ed ancora il mitico volo FR3003 della Raynair per Londra, un po’ voluto, un po’ no, fatto sta che la storia si ripete.

Dopo aver dormito da Jacopo, ci rechiamo di buon ora all’aeroporto di Ciampino per prendere il famoso volo citato poc'anzi, ci recheremo a Londra, dove li avremo la coincidenza per Trondhiem.

Dopo la procedura dei bagagli, ci rechiamo al Gate per l’imbarco di Trodheim, tuttavia il chek- in appare vuoto, e quelle poche persone che sono li sono incuriosite ed intimidite dai nostri modi di fare “casino”, infatti, una volta nell’aereo, la gente preferisce non sedersi vicino a noi, morale della favola, 3 ore di volo completamente spaparacchiati e assopiti in un piacevole sonnellino.

Al risveglio stiamo già sorvolando al Norvegia.

Mamma mia che spettacolo, che magnifica giornata di sole e che fantastica distesa di neve e poi che magia i laghi ghiacciati.

Alla fine, tra scali e voli, dopo 9 ore tocchiamo terra. Siamo in Norvegia, entriamo in contatto con il magnifico freddo secco di questi luoghi profondo, ma non fastidioso.

Prendiamo il Flybus, per il centro, esattamente per lo stadio, dove ci sarà ad aspettarci  Pezza.

Arrivati, e da lì a poco ecco Pezza, in compagnia d’Andrea, un ragazzo di Verona amico di Pezza, sono entrambi in gran forma e fomentatissimi.

L’altro Andrea, anche lui qui con il progetto erasmus, c’invita subito a cena a casa sua per la sera.

Arriviamo a casa di Pezza dopo aver attraversato l’innevato campus, ci saranno sì e no 40 cm di neve, è tutto stupendo.

Eccoci a casa, carina, piccola, ma calda e accogliente. Con lui vivono un palestinese, ed un norvegese di Bergen, e mentre socializziamo un po’ con loro, entrano in casa uno ad uno tutti gli amici erasmus di pezza, saranno svariate decine.

Andiamo a cena da Andrea, sta sera frittatina di cipolla e tortellini, niente male come inizio.

Rincasiamo verso L’1 che domani ci aspetta una bella camminata in centro.

 

 

II GIORNO

Giovedì 9 Marzo: Dopo una bella colazione, ci dirigiamo alla stazione, ma sbagliamo autobus, o per lo meno ci scordiamo di scendere, cosi andiamo a finire al capolinea, che è situato su un colle da dove si vede tutta la città, e par quando abbiamo perso parecchio tempo, il tutto risulta molto suggestivo.

Al ritorno sullo stesso autobus, per poco con il ghiaccio non andiamo a finire dentro un camion, mamma mia che frenata allungata!

Scendiamo in centro, e baciati dal sole, giriamo e mi esibisco in uno stupido balletto di fronte un negozio.

Visitiamo il centro, suggestivo, e diverso da come l’ho lasciato, gran parte dovuto da quella fantastica coltre bianca.

E’ bello notare come la gente in silenzio vive questa città, profonda come i loro occhi.

Torniamo a pranzo a casa, per uscire di nuovo, ci dirigiamo al Grakollen, un posto usato dai norvegesi, per sciare. Raggiungiamo il luogo con un piccolo trenino, che si arrampica su per la montagna. E’ incredibile passare con un trasporto pubico di massa dentro la foresta e in mezzo al ghiaccio.

Al ritorno, ci fermiamo al centro commerciale per poi rincasare.

Torniamo a casa, sta sera si festeggia il compleanno di pezza e il nostro arrivo con un piadina party che si svolgerà nel suo appartamento.

Arrivano circa una trentina di persone, tra cui gli immancabili italiani, francesi e tedeschi, non manca il vino ne alcolici di vario genere, e cosi ne usciamo verso mezzanotte ubriachi ed andiamo a prendere l’autobus per il centro.

Questo autobus è chiamato il crazy bus, e basta guardarsi attorno per rendersi conte di cosa accade.

Tutti ubriachi, che gridano e ballano, ma come al solito i più casinari siamo noi.

Scendiamo, e dopo aver girato vari locali, ci dirigiamo al Downtown.

Verso le 3 circa ritorniamo a casa con un maxi taxi, ci buttiamo lì dentro in circa 15 persone. Eccezionale….

Al ritorno mega spaghettata, e tra una chiacchiera e l’altra, Andrea decide di venire con noi alle isole Lofoten.. Bhaa, vedremo, speriamo bene….

 

III GIORNO

Venerdi 10 Marzo: Verso le 11 di mattina, con giggi, ci rechiamo al Tourist information, per scoprire se c’è un luogo nei paraggi, dove poter sciare o andare in slitta trainati da cani.

Nel andare in centro, rimediamo un passaggio, ma fino all’università, e cosi, cogliamo l’occasione per visitarla, fantastica, pulita, e piena da mitiche fanciulle.

Una volta al centro turistico, scopriamo, che è possibile fare qualsiasi attività da neve, ma dobbiamo spostarci in un raggio di 120 km .

Al ritorno a casa, incontro sull’autobus, una ragazza, incomincio a conoscerla, tuttavia l’approccio è totalmente differente tra notte e giorno, infatti, è molto imbarazzata, e arrossisce più e più volte.

Che dolce..

Entriamo a posare delle cose a casa di Giggi ed andiamo a trovare alcuni suoi amici, italiani di Nome Zaffo e Boian che grazie ad un ingenioso kit, si sono messi a fabbricare birra. Pazzesco!

Dopo pranzo, iniziamo a pianificare il modo per andare a correre con i cani da slitta.

Tuttavia dopo un po’ di chiamate, ci dicono che per corre con i cani bisogna andare a Roros, ma un po’ per l’enorme spesa, un po’ per lo strapazzo fisico, decidiamo di non andare, perché domani inizia il viaggio vero e proprio, e poi sta notte c’è il mitico venerdi.

Verso le 23: 30, dopo una cena a casa di Andrea Verona, composta da bene tre italianissimi primi, ci rechiamo alla fermata dell’autobus.

ED ECCO APPARIRE, COME PER MAGIA, L’AURORA BOREALE, FANTASTICA, MERAVIGLIOSA, UN IMMENSO FUOCO VERDE E GIALLO CHE SI MUOVE E VOLTEGGIA COLORANDO IL CIELO, CHE COSA INCREDIBILE, E NATURALMENTE INDIMENTICABILE.                               

Dopo i vari giri nei locali della città, usciamo verso le quattro del mattino, la temperatura esterna è di circa -15, e il freddo incomincia a passare tra i nostri tecnici vestiti, dobbiamo aspettare il taxi, per circa 45 minuti, per fortuna, a scaldarci un po’ ci pensano le numerose cadute sul ghiaccio di gente ubriaca.

Al ritorno mega colazio e poi a letto.

 

 IV GIORNO

Sabato 11 Marzo: Verso mezzo giorno decidiamo di visitare il lago ghiacciato di Estenstaddamman, poco distante dal campus, e cosi, prepariamo i panini e ci dirigiamo in presenza di un sol leone all’inizio del sentiero.

Il percorso, lungo circa 5 km , si snoda lungo una pista di sci di fondo, immerso nella foresta di pini e graziosi rifugi.

ARRIVIAMO SUL LAGO, MITICA ENORME DISTESA DI GHIACCIO, E DOPO ESSERCI SINCERATI DELLA SUA SOLIDITA’ LO CAVALCHIAMO, IMMENSO E SILENZIOSO, COME TUTTO CHE CI CIRCONDA, MI STACCO DA DAVID E PEZZA, E INIZIO A PENSARE A QUANTO SIA BELLA QUESTA TERRA E LE PERSONA CHE LA ABITANO.

Dopo un paio d’ore decidiamo di lasciare in pace i pescatori assiepati al centro del lago a pescare il mitico pesce norvegese.

Al ritorno, grazie come sempre all’apertura mentale, e alla completa disponibilità delle donne, conosciamo una ragazza, che ci da un passaggio fino al campus, lei, geniaccio studiosa, con due lauree, proveniente da Bergen, simpatica e disponibile.

Arrivati a casa, prepariamo i bagagli e dopo una bistecca usciamo, per l’ultima birra prima della mitica spedizione.

Ci dirigiamo in un locale, ovviamente pieno di meravigliose donne, e dopo circa un’ora ce n’andiamo alla stazione.

Ci sistemiamo in treno, attrezzato per la mitica spedizione nordica, dotato di spazzaneve anteriore, e all’interno il kit per dormire caldi, (coperta occhialetti, cuscino gonfiabile e naturalmente tappi per le orecchie) ovviamente tutto offerto dalle NSB (ferrovie Norvegesi).

Prima di cadere nel sonno, facciamo una briefing nella sala da tea del treno, dove la serata è allietata da una graziosa cameriera.

 

V GIORNO

Domenica 12 marzo: Ci si sveglia all’alba, pienamente conquistati da ciò che ci scorre davanti agli occhi. Un’immensa distesa di neve e ghiaccio, dove il bianco è colorato da un rosso fuoco del sole nascente.

Abbiamo appena attraversato il circolo polare artico, e tra montagne di ghiaccio e renne che pascolano serenamente, notiamo con piacere che i vetri delle porte del treno sono congelati, fuori ci saranno circa -20°, ma lo spettacolo che la luna e il sole ci donano ci distraggono dal gelo esterno.

Vediamo passare centinaia di cespugli, che in seguito ci accorgiamo che erano alberi, sepolti da metri di neve.

Eccoci nella nostra stazione, Fauste, ore 8:25, ancora un sole stupendo e clamoroso, fa caldo!!!

C’è subito il nostro bus ad attenderci, tuttavia l’autista ci consiglia che è meglio scendere prima di Svolvaer, ossia a Sukvik, dove li ci sarà un minivan che ci porterà al porticciolo, dove prenderemo la barca per Svolvaer, il ciò ci comporta un risparmi di 4 ore e circa una trentino d’euro.

ALLE 9:30 PARTE L’AUTOBUS, PER UNO DEI PERCORSI CHE RESTERA’ INPRESSO NELLE MOMORIE PER LA SUA STRAORDINARIA BELLEZZA E DESOLAZIONE, UN SUSSEGUIRSI DI MONTAGNE ALTE CIRCA 2000m A PICCO SULLA STRADA GHIACCIATA ACCAREZZATE DA INNUMMEREVOLI GIOCHI DI LUCE.

Verso mezzogiorno arriviamo a Sukvik, dove li ad attenderci c’è un puntuale il minivan e dopo altrettanti 38 km immenso a foreste e fiordi, eccoci al porticciolo.

Partiamo con la nave, ovviamente lascio immaginare, cosa appari ai nostri occhi, mentre attraversammo il Vestfjorden.

Verso le 14:00 arriviamo finalmente nel paradiso delle Lofoten, un magnifico solo illumina il nostro sbarco, ci sistemiamo nella nostra casetta in riva al mare, e dopo aver visto incredibilmente Lazio Reggina alla tv, usciamo per goderci il tramonto.

Fuori cerchiamo un posto dove godere dell’aurora boreale, infatti la signora della reception ci ha detto che intorno all’una di notte il fenomeno si manifesterà.

Troviamo un punto di cielo aperto, poco prima degli scogli, al di là del molo, li godiamo di un magnifico tramonto, e rientriamo in casa.

Da li a poco, riusciamo di nuovo per andare al pub, a vedere Juve – Milan. Alla fine della partita, ritorniamo a casa, ceniamo, tra cui, un “ottimo” purè al cappuccino e usciamo di nuovo attrezzati per la caccia all’aurora boreale, tuttavia la luce della luna è troppo forte, e rischiamo che tutto salti.

Rientriamo nel pub, perché Andrea deve cercare il suo accendino, e subito veniamo accerchiati dalla curiosità dei pescatori, che si domandano e ci domandano cosa stiamo facendo li.

Dopo un po’ di batti e ribatti, ci trascinano a bere con loro, ci raccontano delle loro umili storie e delle loro avventure.

Verso l’una il pub chiude, tuttavia voglio portarci nella barca di un loro amico a vedere le loro tecniche di pesca.

Per raggiungere la nave prendiamo un Taxi, ovviamente a scrocco.

Eccoci alla nave, tra l’incoscienza e lo stupore di salire su.. chissà cosa ci attenderà…..

Invece no, continuiamo a bere cognac e a schiamazzare, ci fanno vedere tutta la barca e le loro tecniche di pesca. Che incredibile esperienza, forse è proprio questo il bello di un viaggio non organizzato.. non sai mai cosa ti può capitare…

Verso le 4:30 io decido di rincasare, verrò seguito poco dopo da David e da Andrea.

NON DIMENTICHERO’ MAI QUEL TRAGITTO A PIEDI  IN COMPLETA SOLITUDINE, SOTTO UNA MAGNIFICA ALBA OLTRE 300km DOPO IL CIRCOLO POLARE ARTICO, CON LA LUCE ROSSA DELL’ALBA CHE SI CONFONDEVA CON IL FORTE CHIARORE DELLA LUNA ONNIPRESENTE FIN ORA.

 

 

VI GIORNO

Lunedì 13 Marzo: Ore 7:00, dopo appena due ore di sonno raduniamo le nostre cose e ci dirigiamo alla fermata dell’autobus, che in circa 3 ore ci porterà nel cuore delle Lofoten, a Reine il posto più suggestivo della Norvegia.

SEMBRA SCIOCCO RIPETERE CHE E’ TUTTO INCREDIBILE, QUESTE MONTAGNE, TRINGOLI PERFETTI BINCHI E NERI CHE SI SPECCHIANO NELL’ACQUA COLOR SMERALDO, RESA TALE DAL GHIACCIO E POI LE MITICHE CASETTE ROSSE, CHE SEMBRANO DOMANDARSI MA COSA CI FACCIAMO NOI QUI!

Eccoci a Reine, il momento più atteso.. ci dirigiamo alla Reception, dove ad aspettarci c’è Kjetil Engum, colui che ci ha spiegato tante cose utili per email, ed è incredibile vedere il suo portatile sulla scrivania dove manda email ad altri futuri visitatori… ehee la tecnologia…….

Dopo tutte le procedure e pagamenti, ci chiede se vogliamo mangiare il pesce, ci propone con solo 70 nok (circa 9 euro) ci porta 500g di pesce, con contorno, ce lo pulisce, e ci insegna il modo per cucinarlo, impossibile rifiutare.

Dopo pranzo usciamo per un tour fotografico e per andare a prendere la mitica barca per il Reinfjord.

Come spesso succede qui, si rimane senza fiato, il gelo è tanto, tuttavia è impossibile rientrare in barca, restiamo sul piccolo pontile a goderci il panorama.

IN QUELLA MERAVIGLIOSA IMMENSITA’ AVVERI UN SOGNO, QUELLO DI VOLARE, E CREDO CHE LA COSA PIU ’ BELLA E’ RENDERSI CONTO DI FARLO.

Dopo il tour rientriamo in casa, accediamo le candele, e ci mettiamo ad ammirare il panorama dalla nostra finestra.

Alle 18:30 arriva Kjetil Engum e ci mostra il modo di cucinare quel favoloso merluzzo fresco.

Alla fine, risulterà una delle cose più buone mai mangiate, come scordare quel sapore e quella morbidezza bianca che ti si scioglie in bocca.

Dopo cena, usciamo e decidiamo di dividerci, ognuno solo con se stesso.

E’ DIFFICILE DA CAPIRE, E ANCOR PIU’ DA RACCONTARE, MA LA SENZAZIONE CHE STO PER DESCRIVERVI RAPPRESENTA SOLOMANTE L’1% DI QUELLO CHE HO PROVATO.

NON SO PER QUATO TEMPO EFFETTIVAMENTE SONO STATO CON GLI OCCHI CHIUSI, NON SO PER QUANTO TEMPO SONO STATO LI, SOTTO QUEL MURO DI GHIACCIO, MA COSA VUOI CHE IMPORTI IL QUANTO… L’IMPORTANTE E’ IL COME, VISTO CHE QUI IL TEMPO NON ESISTE, IN UN LUOGO DOVE L’UNICA VOCE E’ QUELLA DEL VENTO CHE MANIFESTA LA SUA SUPERIORITA ’ CANTANDO.

LI SEI SOLO TE, SOLO CON TE STESSO E SENTI QUELLA VOCE DENTRO CHE TI RINGRAZIA PER AVERGLI DONATO IL MIGLIO PRIVILEGIO POSSIBILE, IL SILENZIO.

Ormai appagati si rientra in casa, ovviamente in silenzio, decido di rimanere a guardare tutta la notte ciò che è fuori, e che e li da anni mutato solamente da agenti dalla natura, un posto che senti tuo, perché ne sei stato parte.

Da quella finestra attendo l’alba e una volta arrivata, andiamo fuori a vedere quell’immenso fuoco nel cielo.

 

 

VII GIORNO

Martedì 14 Marzo: E cosi il sogno sta quasi per finire. Ecco che il taxi che avevamo prenota ieri è li pronto a prenderci per portarci alla nave. Sono le 6:30 e la nave partirà alle 7:00, e cosi quella convenientissima corsa in taxi (solo 3 euro a persona) si trasformo nel ritorno alla civiltà.

Ci imbrachiamo per una traversata incredibile, onde alte 10m sballottano la nostra piccola nave come una pallina da flipper. Impossibile fare qualsiasi cosa, mai provata una sensazione del genere, non tanto la paura, quanto le forza con cui venivamo sballottati era tale da farti perdere la concezione dello spazio, ed in tutto questo contesto, incredibile Andrea che in precedenza sul pontile una ventata gli aveva portato via gli occhiali da 500 euro, riesce a dorme  tutto il tragitto.

Alla fine la nave accumulerà quasi un’ora di ritardo.

Finalmente alle 11:00 tocciamo terra nel porto di Bødo, e dopo una rapida visita alla grigia cittadina, salutiamo Andrea e prendiamo il treno alle 12:20. Lui lo prenderà alle 21:00.

Dopo 8 ore di un treno piccolissimo (solamente due vagoni) ma tecnologico, arriviamo a Trondheim e ci dirigiamo al 3 B caffè, dove ci incontriamo con gli altri.

Ci dirigiamo in altri due locali, e tra balli baci e bevute, decidiamo di rincasare, perché alle 6:00 del mattina dobbiamo riuscire per prendere lo shuttle bus per l’aeroporto.

Dopo l’ultima corsa in maxi taxi, ci salutiamo con il resto della ciurmaglia e ci dirigiamo a casa per fare i bagagli, e dopo l’ultima colazio, usciamo per prendere il bus.

 

VIII GIORNO

Mercoledì 15 Marzo: Arrivati al bus, ci salutiamo con Pezza, che nel frattempo ha deciso di andare incontro ad Andrea che arriverà in stazione alle 8:00.

Noi ci dirigiamo all’aeroporto e con uno scalo a Londra, dove incontro una ragazza che fece il training con la terravision, prendiamo il volo per Roma.

Sul volo di ritorno incontriamo Valeria, una ragazza di 25 anni, una scrittrice, una di quelle che incontri solo nei sogni, una persona profonda e gentile, e dopo centinai di occhi azzurri, vedere i sui occhi, forse ci fa risentire un po’ più a casa.

All’aeroporto rincontro le vecchie colleghe le quale ci aprono il parcheggio, per uscire senza pagare.

Con Valeria ci salutiamo e gli lasciamo i nostri contatti speriamo che si rifarà risentire…

 

Chiudo con il dire che è stata una delle mie più belle avventure per svariati motivi, sembra lungo e noioso narrarli tutti, ma tre sono obbligato a citarne.

1 Le donne

2 Il silenzio dei paesaggi

3 La mitica vita di Trondheim…

 

Norway Again Diary 16-03-2006

Andrea De Angelis

 

 

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