Giorno I

 

Martedì 01 Giugno: E cosi il momento della partenza è arrivato, finalmente si va in Norvegia!

Sì parte da Roma Fiumicino, con scalo a Parigi, direzione Oslo, siamo io e mio padre, abbiamo il biglietto aperto, lui tornerà prima, e io qualche giorno dopo, proseguirò quindi da solo.

Il volo che parte per Parigi è in ritardo, con il rischio di farci perdere la coincidenza, ed infatti è cosi, arriviamo con soli 45 minuti di scarto tra un volo e l’altro, cosi corriamo all’impazzata per i terminal dell’aeroporto e arriviamo giusto in tempo.

Si parte con il leggero sospetto che i bagagli non ce l’hanno fatta ad arrivare in tempo.

Ed infatti è cosi, all’aeroporto di Oslo, i bagagli non arrivano.

Andiamo a fare la denuncia di smarrimento, la ragazza mi dice il posto in cui noi vogliamo che i bagagli ci siano rispediti, ma purtroppo noi per le due notti successive saremo in viaggio verso nord.

Questo è un gran problema, perché oltre a non aver un recapito di dove far spedire i bagagli, abbiamo bisogno dell’attrezzatura semi invernale per proseguire il viaggio.

In ogni modo ci dicono che sicuramente arriveranno con il volo successivo da Parigi, il problema però è che arriva alle 20:20 e noi alle 22:30 ci parte il treno per Trondheim, che è già stato prenotato e pagato. Per passar meglio la giornata e l’arrabbiatura, ci dirigiamo ugualmente in centro.

Camminiamo, per il centro storico, la città è carina, c’è il sole, ma è impossibile non pensare ai bagagli e al resto del viaggio che risulterebbe compromesso con tutte le coincidenze sballate.

Torniamo in aeroporto verso le 19:00, è il momento della verità, abbiamo poco tempo per prendere i bagagli, sempre ammesso che arrivino, e precipitarci in stazione..

Clamoroso, un black out, ferma tutti i nastri di riconsegna bagagli, finalmente arrivano e di corsa prendiamo e ci dirigiamo all’uscita.

Iniziamo a correre, ma mentre corriamo mi ferma la Polizia in borghese, mi perquisiscono da capo a piedi, e mi aprono tutto lo zaino, facendomi perdere una ventina di minuti, alla fine, visto che non c’era nulla di storto, mi lasciano andare, recupero mio padre, e andiamo velocissimi in stazione dell’aeroporto.

Da li partiamo immediatamente, e per fortuna arriviamo ad Oslo alla stessa banchina dove parte il treno per Trondheim, risultato, scendiamo dal treno, saliamo sull’altro e il treno parte, che culo! Evviva, il resto del viaggio è salvo.

Il treno è comodissimo e pulitissimo, con dei grandi finestrini per far ammirare il fantastico paesaggio.

Alle ore 23:00 un magnifico tramonto illumina di rosso il fiordo che stiamo percorrendo. Si ammira tutto quel rosso, con la consapevolezza che ormai si parlerà di tramonto solo tra qualche giorno, già, domani varcheremo la linea del circolo polare artico, da li in poi, per effetto dell’inclinazione dell’asse terrestre, il sole non tramonterà mai.

 

 

Giorno II

 

Mercoledì 02 Giugno: Ore 7:00, arriviamo in perfetto orario a Trondheim, e dopo un altro controllo subito dalla polizia negli armadietti per il deposito bagagli.

La città appare carina, ma pop trafficata, sarà perché è una città studentesca, e quindi, visto il periodo estivo, tutti sono tornati a casa, fatto sta che non c’è nulla d’interessante da fare, cosi dopo un tour per il centro, prendiamo un bus per un giretto poco fuori città, il quale c’impiegherà 4 ore.

Si parte per la piccola località di Rissa, il bus costeggia tutto il fiordo, la giornata è magnifica e arriviamo in un porto, dove il bus entra dentro ad una nave, che ci porterà all’altra sponda del promontorio.

Raggiunta terra, riprendiamo il nostro cammino, in mezzo a campi verdissime, casette rosse e stradine strettissime.

Arriviamo a Rissa, piccola cittadina, adagiata su un remo del fiordo, bellissimo, il silenzio e la pace che ci sono qui, fanno rabbrividire.

Si riparte verso le 15.00, torniamo a Trondheim centro, giriamo per un po’, e poi andiamo in stazione, dove partirà il treno che ci condurrà oltre il circolo polare artico….

Lofoten, stiamo arrivando!!!!!

Siamo sul treno, nella suggestiva northern line, dal treno si gode di un paesaggio mozzafiato, che ci fa immergere nella mitica notte artica, ciò vuol dire 24 ore di sole al giorno.

Lo scenario che si apre ai nostri occhi è incredibile, è impossibile chiudere gli occhi e dormire per un po’, tutto ciò che ci circonda è incredibile, attraversiamo certe terre desolate, dove credo nessuno è stato mai, noi compresi, visto che siamo di passaggio su un treno!

 

 

Giorno III

 

Giovedì 03 Giugno: E’ mattina presto, e il treno attraversa, su un alto piano a 2000 metri la linea del circolo polare artico, che emozione, gridare davanti a quell’immensa distesa di neve perenne, ce l’ho fatta anche io!

Ore 9:00, arriviamo a BØdo, porto d’imbarco per le Lofoten. Dopo aver girato il centro, piccolo e significativamente desolante, alle 11:00 c’imbarchiamo per le famose isole.

Si naviga per 4 ore, e vediamo in lontananza avvicinarsi il muro delle Lofoten.

Arriviamo al piccolo porticciolo di Moskenes, il clima è umido, e fa leggermente freddo.

Decidiamo di andare a dormire all’ostello ad Ǻ, speriamo che qualcuno ci da un passaggio, ma il tentativo di scrivere un cartello come gli autostoppisti americani volge al termine vanamente, e cosi siamo costretti ad attendere l’autobus che ci conduce al piccolo centro dei pescatori.

Arriviamo, li, in mezzo al nulla, il paesino di circa 200 abitanti, si adagia sotto 3 imponenti monti a picco sul mare.

Visto la bassa stagione, e le voci che giravano su questo luogo, non avevamo prenotato, perciò andiamo alla ricerca di qualcuno che abusivamente ci affittasse un rourbuer, ossia le tipiche casette dei pescatori,  chiediamo un po’in giro, alla fine riusciamo a contrattare con un pescatore che incredibile, conosceva alcune parole in italiano.

Ci sistemiamo, e con sole 500nok, l’equivalente di 60 euro, affittiamo una fantastica casetta, in riva all’oceano, tinteggiata di rosso, come rosse sono tutte quelle che ci circondano, sotto di noi alloggiano dei pescatori, venuti qui da chissà quale parte della Norvegia a pescare i famosi merluzzi.

Dietro di noi si staglia uno dei tre monti, è privo di vegetazione, di roccia lavica nera, con ancora qualche lingua di neve che l’attraversa.

Decido di uscire, e di camminare in mezzo al silenzio e ai gabbiani che qui sono di più delle persone.

Nella passeggiata, incontro una signora italiana, che è qui con il suo ragazzo norvegese, mi dice che l’ostello è molto bell’ed economico, inoltre è vuoto, e cosi mi accompagna a vedere la sua stanza, è effettivamente cosi, e domani credo proprio che ci trasferiremo li.

Nel passeggiare, incontro anche due ragazzi italiani, venuti qui per un piccolo week end, da Trondheim, città dove stanno facendo il progetto erasmus con l’università.

Rientro a casa, ceniamo e ci lasciamo andare in quello scenario da fiaba, c’è troppa luce per dormire, e sarà cosi per tutta la notte, ma il silenzio è veramente imbarazzante.

 

 

Giorno IV

 

Venerdi 04 Giugno: E’ una magnifica giornata di sole, e finalmente escono fuori tutti i colori che il giorno prima erano nascosti dal grigiore del cielo.

Ci alziamo alle 7:00 e mi reco sul molo a guardare l’oceano e i gabbiani che gridano di fronte ad un sole che non scenderà mai sotto la linea di quel oceano  verde smeraldo.

Prendiamo l’autobus per un giro nell’entroterra,  ci si addentra in strade strette e ripide, con ogni tanto casette rosse che ti domandi ma come può qualcuno vivere una vita li dentro, matti noi.. o matti loro….?!

Arriviamo a Reine, classificato dall’ente del turismo norvegese il posto più dello della Norvegia, devo affermare che non si sbagliavano, vedere ciò che si era visto solamente in foto, davanti a noi è incredibile, ancora adesso che ci sono dentro quel quadro, stento a credere che esiste un posto cosi, non solo, ora è tutto intorno a me!

Paesino di 150 anime, formato dalle solite casette rosse, adagiato nella punta del Reinfjord, circondato da pareti rocciose lunghe chilometri che creano un muro di pietra tra l’oceano e il fiordo che trattiene, quasi come protezione quella sua acqua caraibica, è tutto surreale, mitico, mistico brilla tutto sotto un sole fantastico, immenso…

Il prossimo autobus da qui passerà alle 14:00, e cosi torniamo sulla strada e ci mettiamo a fare l’autostop, poco dopo una coppia ci carica, e ci porta a 5km più avanti, a HamØny, qui scalo una piccola altura dove si scorge la costiera a picco sul mare piena zeppa di una colonia di uccelli marini.

Ritorno sulla strada e continuiamo con l’autostop, questa volta però nessuno ci carica, decidiamo di proseguire a piedi verso la prossima fermata degli autobus, visto l’incredibile che ci circonda, credo si abbastanza piacevole fare un pezzo a piedi.

Tuttavia le cose si complicano, infatti la fermata sta a circa 7km e il tempo peggiora, ma per fortuna arriviamo in fermata che si trova veramente in mezzo al nulla.

Arriva l’autobus, e ci dirigiamo sempre più a nord, verso Leknes.

Il tragitto è sempre fantastico, si costeggiano fiordi, laghi, insenature marine magnifiche, spiagge bianche e ghiacciai impetuosi.

Da Leknes dopo una breve passeggiata, prendiamo il bus e torniamo indietro vero Ǻ e al ritorno, molto stanchi, prendiamo le nostre cosi, ci trasferiamo dalla casetta al piccolo ostello e ci riposiamo un po’.

A cena nella living room, incontriamo la signora italiana con il suo ragazzo, che c’invitano a mangiare il pesce appena pescato e ci fanno vedere le foto della loro giornata, trascorsa in cima al Reinefjord, cosa che dovevamo fare anche noi, invece di avventurarci a piedi, in ogni modo, pazienza.

Ci chiedono se vogliamo andare con loro a vedere il sole di mezzanotte, e cosi dopo cena con la loro macchina ci dirigiamo di nuovo dentro l’entroterra.

Arriviamo in una spiaggia bianchissima, sono le ore 23:50, è incredibile vedere l’alba e il tramonto nello steso luogo nell’ stesso memento, e pensare che davanti a noi c’è l’oceano e dietro un ghiacciaio immenso, il sole scende fino all’orizzonte, e quasi imbarazzato, invece di fine di scomparire e scendere, incomincia a camminare sull’orizzonte, per iniziare a risalire una decina di minuti dopo.

Un vento tremo ci consiglia che è meglio andare, e cosi verso l’una rincasiamo.

 

 

Giorno V

 

Sabato 05 Giugno: Visto il brutto tempo e le nostre poche energie, decidiamo di riposarci e rilassarci comodamente nella sala da pranzo dell’ostello, la vista dalla finestra è sempre incredibile, ma il tempo non promette nulla di buone, fa freddo e sembra vuole piovere.

Apro il guest book dell’ostello, è incredibile leggere storie di persone venute qui da tutto il mondo, nei più svariati periodi dell’anno, storie di persone rimaste bloccate qui per giorni, sotto tempeste di vento e neve, pazzesco.

 

 

Giorno VI

 

Domenica 06 Giugno: Ci si alza alle 6:30, il tempo è sereno, cosi decidiamo di andare a Svolvær nel nord delle Lofoten, ad oltre 300kn al nord del circolo polare artico, questo sarà il punto più a nord che raggiungeremo durante questo viaggio.

Viaggiamo per circa 3 ore, e non lo facciamo tanto per raggiungere la meta, tanto per vedere il magnifico paesaggio. Anche se la parte nord è meno clamorosa di quella meridionale, è sempre incredibile e selvaggia.

Arriviamo a Svolvær, ci sono 2° e purtroppo è domenica, e tutte le attività che si possono svolgere sono sospese, anca la visita al mitico Trollfjord.

Peccato, e cosi dopo aver passeggiato, ci chiudiamo dentro un bar che si affaccia sul porto e aspettiamo l’autobus che ci riporterà indietro.

 

 

Giorno VII

 

Lunedì 07 Giugno: Dopo una bella colazione, prepariamo gli zaini è ci prepariamo a tornare nella civiltà.

Prendiamo il bus per il piccolo porticciolo di Moskenes, da dove partirà il piccolo battello che ci riporterà nella terraferma.

Aspettiamo la nave nella locanda che da sul porto, e alle 14:00 partiamo, e dopo un’attraversata di circa 4:00 tocchiamo terraferma nella cittadina di BØdo, giriamo un po’e verso le 21:00 prendiamo il treno che con 17 ore, e uno scalo a Trondheim, ci riporterà nella capitale.

E’ sempre meraviglioso il viaggio in treno, anche se questa volta vuol dire ritorno e non più scoperta.

Tuttavia partirà un’altro brivido, un’altra emozione, da domani sarò solo, e attraverserò lo spettacolo dei fiordi.

 

 

Giorno VIII

 

Martedì 08 Giugno: Arriviamo all’8:00 a Trondheim, e alle 9:00 ripartiamo per Oslo. Arrivati nella capitale verso le 14:00 ci dirigiamo a visitare i luoghi da noi ancora da scoprire di questa bizzarra e vivace capitale, visitiamo il Vikland park, parco dove si trovano statue di uomini che rappresentano il ciclo della vita. Da li, sempre accompagnati da un magnifico sole, ci dirigiamo in stazione centrale, li ci salutiamo e ci separiamo,papà prende il trenino per l’aeroporto, e io attendo le 23:00 per la partenza del mio treno che mi porterà con 7 ore di viaggio a Bergen, la capitale dei fiordi.

 

 

Giorno IX

 

Mercoledì 09 Giugno: E cosi, dopo una nottata passata comodamente in treno, sono riuscito finalmente a dormire tutto d’un fiato già, perché dopo 6 giorni di notte artica…. Cominciava ad essere complicato dormire con la luce del sole.

Arrivo a Bergen la mattina presto, magnifica cittadina, denominata capitale dei fiordi e anche capitale della pioggia, già perché qui piove circa 300 giorni l’anno, tuttavia oggi è una bellissima giornata, l’ideale per visitare i fiordi.

Compro in stazione il Norway in the Nutshell, un tour combinato che nell’arco dell’intera giornata mi porterà con diversi cambi di mezzi di trasporto, a visitare il magnifico Sognefjord e la regione circostante.

Alle 9:00 s’incomincia, prima tappa, Bergen-Voss in treno, arriviamo a Voss, che è situata a circa 1500 metri d’altezza, ai bordi della ferrovia c’è ancora la neve!

Da li si va avanti per la seconda tappa, Voss-Gudvangen, in autobus, che scende sul costone della montagna, si ferma in un punto panoramico, dove è possibile intravedere la Sognestone , ossia una montagna fatta a cono smussato, perfettamente circolare che spunta da una vallata verdissima, un po’come le terre dei dinosauri, da li si scende fino al livello del mare, ad una velocità, visto la strada, non superiore a 20 km/h .

Arriviamo a Gudvangen, e da li si parte per la terza tappa, ossia Gudvangen–Flåm, questa volta in nave, e si naviga il mitico Sognefjord, il fiordo più lungo del mondo.

Che dire….. Avete mai visto un picco d’una scogliera? Quanto può essere alta per togliere il fiato, 200, 300metri, immaginatene 1500, da entrambi le parti, divise tra loro solamente da poche centinaia di metri da una lingua di mare, spesso ci si sente inghiottiti e addirittura alcune volte la luce stenta a passare.

E’ tutto immenso e quando il sole si riesce ad infiltrare, la luminosità è incredibile, e decine di gabbiani inseguono la nave in cerca di cibo, inoltre in cima alle impetuose montagne è ancora presente la neve, che si sta sciogliendo, per cui sono decine di cascate che si gettano sul fiordo, è impressionante assistere al ciclo dell’acqua cosi da vicino.

Questa è quella magia dei fiordi di cui si sente parlare.

Si arriva a Flåm, piccolo centro preso d’assalto dai turisti, nulla di speciale, è solamente uno snodo cruciale per i tour sui fiordi.

Riparto alle 15:00, per la quarta tappa, la Flåm – Voss, questa volta il tour prevede il viaggio sulla Flåmsbana, treno a cremagliera, che si arrampica sul costone della montagna che per soli 25km impiega 50 minuti. Il trenino sale lentamente, ed ogni tanto si ferma per far ammirare il paesaggio e mozzafiato, ci arrampichiamo ancora, sembra d’essere sospesi in aria, in realtà non è cosi, e se mi metto a guardare dove siamo appesi, vengo i brividi dalla paura.

Il trenino si ferma in corrispondenza della Sognewaterfall, una cascata immensa con un’enorme portata d’acqua, dove per ogni passaggio del treno è previsto uno spettacolo in mezzo all’imponente massa d’acqua.

Arrivo a Voss, e li riscendo verso Bergen per l’ultima tappa.

Ecco Bergen, di nuovo, ma questa volta inizia a piovere, e cosi credo che debba abortire il sentiero dei Troll, peccato.

Giro un po’per il centro, e poi prendo la Flybana , una funicolare che porta in cima al mote per vedere la cittadina dall’alto, ma peccato, c’è molta nebbia, e mi lascio a le spalle solamente il ricordo d’una città piovosa.

Rientro nel centro città e attendo le 23:00 dove ripartirò con il treno, di nuovo diretto verso la capitale Oslo.

 

 

Giorno X

 

Giovedì 10 Giugno: Arrivo la mattina presto ad Oslo, prendo l’ennesima nave, mezzo di trasporto molto usato in Norvegia, e mi dirigo verso il Norskefolke museum, fantastico sito dove è ricostruita la città d’Oslo con le sue antiche usanze e di tutta la Norvegia , qui in questo museo all’aria aperta, c’è spazio per grandi storie e avventure, qui è anche presente una chiesa interamente costruita in legno.

Da li torno in centro e prendo un trenino metropolitano per gli Holemkollen, quartiere a nord d’Oslo, dove è presente un centro per gli sport invernali, con un trampolino per gli sci altissimo.

Mi accorgo che si è fatto tardi, cosi mi precipito prima in centro e poi all’aeroporto,

Prendo il volo, scalo a Parigi e arrivo a Roma Fiumicino nella tarda serata.

 

Cosa dire, ho provato quello che prova un bambino, quando arriva nella terra del cioccolato. Non sapevo dove guardare, ma soprattutto la cosa più incredibile è stata quella di trovarsi da solo all’estero e ringrazio per questo, perché certi luoghi vanno visitati da soli, per apprezzare in pieno tutto quello che c’è.

Le incredibili Lofoten, i fiordi, il mitico sole di mezzanotte, giorno e notte, terra incredibile e selvaggia.

Credo proprio che tornerò qui, perché più d’ogni altro posto si avvicina al mio carattere, a quello che sono e a quello che mi piace di più, che è proprio qui che l’ho scoperto.

Inoltre, come poter tralasciare le città, piccole, ordinate e precise, abitate da gente calma e serena che rispetta la natura per non esserne travolta.

 

 

 

Andrea De Angelis

Oslo, Norvegia il 10-06-2004

 

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