GIORNO I

Lunedì 10 Luglio: E cosi siamo campioni del mondo, tutta la notte a festeggiare qui a Roma, e ora eccoci qui ancora io e David, per l’ennesima avventura, ore 4:20, dopo appena 1 ora e mezza di sonno fatta in macchina, ci rechiamo al chek-in per il solito volo della Ryanair 3003, che come al solito ci porterà a Londra, onnipresente crocevia, dove da li prenderemo alle 11:30 il volo per Edimburgo.

Tutto precede secondo il programma, e dopo essere usciti, ritirati i bagagli e di nuovo rientrati, attraversiamo il gate dei voli nazionali, e ci mettiamo a dormire di fronte al nostro gate d’imbarco, tuttavia, durante il nostro pisolino viene cambiato, e per fortuna quando ce ne siamo accorti non era troppo tardi.

Si arriva ad Edimburgo, naturalmente indossando la maglia azzurra comprata la sera prima nella bolgia di Roma, scatenando di conseguenza le reazioni della persone che ci circondano, c’è chi ci lancia baci, chi si congratula, chi ci dice di aver assistito alla guerra di Roma in tv, chi come un signore australiano dice che gli abbiamo rubato la partita.

Si inizia a girare la città, il tempo non promette nulla di buono, con la sua estrema variabilità. L’ostello dove alloggiamo è veramente carino e in pieno centro, tuttavia, dopo aver visto dov’è il punto d’incontro del tour che partirà domani, ce ne torniamo in ostello, e per recuperare le forze spese nella pazza notte romana,  dopo cena rimaniamo un po’ nella hall, e ce ne andiamo a letto.

 

GIORNO II

Martedì 11 luglio: Sveglia alle ore 7:00, si fa colazione e con gli zaini partiamo, direzione hight street 105, dove alle 9:00 partirà il tour. Iniziano ad arrivare tutti i componenti, ed è facile notare e fare amicizia con gente di tutto il mondo alla fine risulteremo 21 persone di cui 5 norvegesi, 4 canadesi, un neozelandese,  4 cinesi, una tailandese, 4 australiane e naturalmente noi due.

Il bus, è piccolo, con una capienza di 26 posti, e l’autista un pazzoide, si presenta e ci fa ridacchiare, mentre guida questo tour indipendente, che ogni due settimane tagli la scozia da nord a sud, da est ad ovest, e questa volta anche noi ne faremo parte. A bordo si parla di viaggi, di posti visitati e da visitare, tutta gente positiva, divertente, e naturalmente sotto i trenta anni.

Eccoci già alla nostra prima fermata, il monumento a Willam Wollas, il bus si ferma ad un grande spiazzo, li parte un sentiero che conduce in cima ad una montagna, dove è situata una magnifica torre, costruita appunto in onore del mitico e leggendario guerriero. Fa freddo, ed il tempo troppo variabile, non permette di fare piani a lungo termine, inoltre, la mia voce è rimasta a Roma, già è persa in qualche via tra piazza Venezia e viale Condotti, quindi è estremante difficile comunicare e farsi capire, e soprattutto, con questo tempo riuscire a guarire e a rimettersi.

Ci lasciamo alle spalle la civiltà, già si parte di nuovo, e da qui in poi non incontreremo più nulla, solamente terre immense e desolate, ed infatti è cosi, parte la magia delle highlands, terre desolate, verdi vallate e montagne verdissime come tappeti cadere a picco su quel manto di un unico colore, ed essere accarezzate da centinaia di cascate, che spesso ci si domanda da dove provengono.

Arriviamo ad un rifugio, unico poste nel raggio di 100 miglia , da li partono centinaia di persone, che in completa solitudine e con la loro tenda si addentrano nei difficili percorsi che questa zona può offrire. In questo rifugio, incontriamo un altro tour come il nostro, e il nostro autista/guida, si da il cambio con un altro, ancor più giovane, ancor più pazzo, ed ancor più ubriaco, e cosi si parte ancora, direzione Isola di Skye.

Dopo altri due stop, per rifornimento e per visitare delle antiche tombe, attraversiamo il ponte che ci permette di passare dalla terra ferma alla meravigliosa isola.

Ci alloggiamo in ostello, convenzionato con questo tour indipendente, quindi ci dividiamo in camerate, e dopo cena usciamo, dapprima in un locale birreria, stile quello incontrato nelle isole Lofoten, dove attirammo la curiosità dei pescatori. Codesto locale, adagiato poco dopo il ponte, usato dagli isolani come punto d’incontro e naturalmente, il locale era pieno perché la gente sapeva che arrivava il nostro tour, puntuale come ogni due settimane di martedì sera.

Li si incomincia a scogliere ancor di più il ghiaccio con tutti membri, la maggior parte sono ragazze, e noi risultiamo subito simpatici a tutti, grazie ai nostri modi di fare, e ovviamente alla partita di due giorni fa.

Da li a poco, ci si sposta in un altro bar, dove tutti insieme andiamo ad assistere a musica dal vivo.

Li beviamo tutti ancor di più, e tra musica e balli popolari notiamo quanto siano tutti ubriachi, soprattutto il nostro giovane autista, che in kilt, balla e sbraita in mezzo a tutti.

Verso le due di notte ci trasciniamo insieme al gruppo di norvegesi in ostello, cioccolata calda gratis alle 2:30 e poi via a letto; non male come inizio.

 

GIONRNO III

Mercoledi 12 Luglio: Ore 9:30, tutti un po’ rintronati partiamo per visitare la magica isola di Skye. Ci riferma dapprima, in un’immensa vallata, circondata da monti e laghi, che bel posto, e che bello notare che il tempo, sempre variabile, non promette pioggia, e credetemi, qui è un miracolo, infatti con l’autista commentiamo che se su quest’isiola il tempo fosse agibile, sarebbe invasa dal turismo.

Si prosegue, ancora monti, cascate, e desolazione, mucche pelosissime attraversano umide terre, in cerca di fresca erba, ed immaginate un po’ cosa vuol dire essere una mucca sull’isola di Skye.. un po’ come se noi vivessimo sopra una pizza margherita.

Intorno all’ora di pranzo, ci fermiamo ai bordi di un sentiero, che con un paio di ore ci condurrà a dominare dall’alto tutta l’isola, e tra boschi, umidità e silenzio, arriviamo in cima, dove alle nostre spalle regna un altissimo e rude canion e sotto di noi si espande la splendida e desolata vallata, nessuna casa, nessuna forma di vita al di fuori di pini, laghetti che si concatenano, e poi il vento, vero ed unico elemento ogni presenti in questo paesaggio di un unico colore acceso… il verde!

Dopo un pranzetto gustato in un punto niente male, si riparte, ci si ferma dapprima di fronte ad una magnifica cascata che la vede protagonista in di un tuffo nell’oceano di circa 300 metri , e poi con il nostro piccole ed agile bus, ci addentriamo dentro una stradina strettissima, per raggiungere un posto che a dicitura degli abitanti del luogo, e un punto spirituale, decine di colline alte più o meno una cinquantina di metri una di fronte all’altra, li ognuno di noi ne scala una, che bello, e devo ammettere, che si avverte una forte spiritualità, ed in solitudine, ai bordi di una collinetta da solo chiudo gli occhi e volo via, un po’ come la mitica notte dei -10 alle Lofoten, a dir poco fantastico, nutrirsi di vento, un vento che libera tutto e tutti e mi nutre, rendendo superflua la cena.

Si gira dall’altro lato dell’isola e poi si guida verso sud per circa 20 miglia tornando cosi in uno dei pochi posti abitati non solo dell’isola, ma dell’intera scozia del nord, ossia il paesello dove il nostro ostello è situato.

Tutti molto stanchi ma felci, decidiamo di crogiolarci e di conoscerci ancor di più davanti al caminetto a bere vino ad apprezzare il lunghissimo tramonto e le spettacolari luci che ne seguono, in fondo siamo sempre al nord, e quelle luci, credo ci risultino famigliari.

 

GIORNO IV

Giovedì 13 Luglio: Ci si alza, questa volta finalmente riposati, si parte alle ore 9:00, siamo pronti a lasciare l’isola, e a tornare alla civiltà, che sarebbe stata una giornata tipicamente turistica, lo si era capito fin dall’inizio, non appena lasciata l’isola infatti, ci siamo diretti a visitare il castello più fotografato del mondo, ossi l’Eilean Donald Castle. Devo dire che il castello e soprattutto il posto dove è ubicato è un posto magnifico, piccolo castello, con tanto di ponte, situato al centro di una piccola isola, circondato da un meraviglioso lago con alte montagne sullo sfondo.

Tuttavia la grande delusione è all’interno, la famiglia che con grande cura ha restaurato il castello, lo ha distrutto arredando il suo interno a loro piacimento, naturalmente in perfetto stile inglese, qui estremamente squallido.

Lasciamo il castello, direzione lago di Loch Ness, e siamo già a metà strada e soprattutto via via, è già più marcata la presenza dell’uomo. Ci si ferma per strada per altri due sentieri, durante i quali, si cominciano a stringere amicizie un po’ più forti con alcuni membri del gruppo, tra cui le quattro Australiane, Natile stupenda, la sua simpatica amica, e poi le altre due, Micquel 32 anni australiana di Londra che vive a Londra, con la sua amica, hanno studiato l’italiano a scuola, quindi ci si diverte alla grande a scherzare e ridacchiare nella nostra lingua, dichiarata da tutti quella con il miglior suono. Soprannominiamo Micquel “la bella gatta”, e lei orgogliosa del suo soprannome trova ancor più buffo spendere il suo tempo con noi.

Arriviamo al lago di Loch Ness, il famoso lago della leggenda del mostro,li ci dividiamo, c’è che va a fare il giro in barca sul lago, chi va a giocare a calcio, io preferisco di godermi forse l’unico momento di vera solitudine di questo viaggio, è incredibile come in ogni viaggio senta il bisogno di passare del tempo da solo, e cosi preferisco sedere in silenzio sul bordo del lago, fuori dal turismo.

Ci si ritrova verso le tre, e si riparte, direzione la punta opposta del lago, li c’è una spiaggia, e incredibile i più temerari decidono di farsi il bagno! Fa freddissimo, e non a caso a buttarsi sono le popolazione più nordiche, ossia il gruppo dei norvegesi e dei canadesi; in ogni modo la cosa più clamorosa, non è il fatto del bagno in se per se, quanto il fatto che appena usciti, nessuno è corso ad asciugarsi, sono rimasti tutti li a farsi asciugare dal vento, ci saranno stati 12°C !

Si riparte di nuovo, questa volta direzione  Inverness, ossia la città più importante proprio ai bordi del lago, arriviamo e ci sistemiamo in ostello, tutti decidono di andare a cena fuori, tranne io David e l’Argentino, cosi spendiamo la cena in ostello, e dopo un magnifico tramonto usciamo, visitiamo la città e ci dirigiamo nel pub dove sono gli altri.

Li si capisce subito che la serata sarebbe stata diversa dalle altre. Appena entrati troviamo tutti ubriachi, il locale è un luogo dove si suona musica popolare e si ballano strane danza folcloristiche.

Li al nostro ingresso, tutti ci acclamano, e sono felici della nostra presenza, ormai diventata simpatica ed indispensabile e dato che tutti amano l’italiano, mi acclamo a grande voce per cantare una canzone.

Come rifiutare…. Vado sul palco, indosso il microfono ed incoraggio il pubblico affinché convincano anche David a salire sul palco, e cosi eccoci in un locale ad Inverness a cantare “la società dei magnaccioni” tipica canzone popolare romana, tutti pendono dalle nostre labbra, la folla è in delirio e cosi appena finito, ci offrono da bere a quantità industriali, e non solo, tutti incominciano a parlare in Italiano, addirittura, Mike, uno dei canadesi, un militare preciso che non parlava mai con nessuno se ne esce con “alla faccia du CAZ’” in perfetto dialetto napoletano, stupito gli chiedo dove l’ha imparato, dice che a Caligary, luogo dove vive ha amici napoletani di nome Enza e Ciro…

Inoltre vengo invitato da Natalie, la bella del gruppo a ballare le danze scozzesi, ovviamente non posso rifiutare, e nella più completa bolgia, iniziano le danze.

Ormai quasi ubriachi pure noi, e completamente gli idoli del locale ci accorgiamo che questa sera la lingua italiana in una città del nord della scozia ha superato l’inglese!

Per esigenze varie, mi dirigo in bagno, lasciando sul tavolo la mia felpa e il mio marsupio con dentro la fotocamera, il passaporto, il portafoglio, il cellulare e le varie carte.

Al ritorno, trovo il locale completante vuoto, avevo sentito che si parlava di andare in una discoteca, cosi certo che David avesse preso le mie cose abbandono i locale. Non riesco a ritrovare il gruppo, cosi mezzo nudo, chiedo ad un tassista se c’è una discoteca li vicino, mi indicano un luogo li vicino, mi introduco abusivamente, li raccolgo della avance da una ragazza, ma visto che il mio gruppo non era li sono costretto ad uscire e di corsa pure.

All’uscita chiedo ad un gruppo di persone dove è un altro locale, non sanno indicarmi la strada, perché completamente ubriachi, mi girano intorno, ballano, chiedo almeno se sanno dove è l’ostello, riesco cosi a tornare a casa, li mi chiedono la tessera per entrare, naturalmente era nel marsupio, alla fine grazie alla lista mi riconosce, e mi spiega dove il gruppo sicuramente è andato.

Arrivo giù, incontro David, ma dice che le mie cose non l’ha prese lui, cosi mi precipito direttamente al locale, ma li trovo chiuso, cosi ritorno alla discoteca, fortunatamente li c’era una ragazza che lavorava nell’ostello e conosceva i proprietari del pub, li insieme all’autista chiamiamo questo ragazzo, per fortuna le mie cose l’aveva prese lui e mi dice che domani l’avrei trovate in ostello, che culo!

Ormai felici del buon esito dell’avventura proviamo a rientrare nel locale, ma oltre mezza notte non si può più, inoltre David in precedenza aveva litigato con un buttafuori, quindi era impossibile rientrare, cosi con la ragazza che ci ha aiutato a trovare le mie cose, e con l’argentino, rincasiamo.

 

GIORNO V

Venerdi 14 Luglio: Si parte alle 10:00 sono ancora tutti ubriachi, noi ci rechiamo sul bus per ultimi, e dopo aver preso dalla reception il marsupio e il mio giacchetto, entriamo per ultimi nel pulman, e veniamo accolti da un’ovazione!

Ormai siamo tutti amici e che spettacolo divertirsi e ridacchiare con gatta e gli altri aggiuntisi a noi, Mike, Jeson il Neozelandese, Natalie e tutti gli altri.

Ci fermiamo dapprima a visitare delle rovine, poi in un castello, per finire poi del pomeriggio nel paradiso delle distillerie di Whysky, che spettacolo! Raggiungiamo infine Pitlochry, dove spenderemo la nostra ultima notte.

Li verso le sette in camera Mike il canadese, ci spiega un po’ d significati delle canzoni grunge, che hanno accompagnato la sua vita da liceale.

Rientriamo e iniziamo a bere tutti insieme la bottiglia di whysky regalataci dall’autista, nella sala giochi organizziamo un torneo di ping pong, sono presenti tutti i 5 continenti, e naturalmente ci sono i cinesi, i quali battono David solamente in finale.

Io comunque decido di uscire e raggiungere Natalie e le altre in un locale dove si suona musica dal vivo, li non si resta per molto e al ritorno proviamo con il resto del gruppo ad andare in un altro locale, ma ormai stanchi ripieghiamo di nuovo in ostello.

Li ci mettiamo a discutere con delle scozzesi che lavorano in ostello di viaggi e avventure, si aggrega da li a poco anche una ragazza francese, naturalmente persa da noi in giro per la partita e la famosa capocciata.

 

GIORNO VI

Sabato 15 Luglio: Ultimo giorno di tour, si parte e ancora acclamati da tutti ovviamente in italiano, ci dirigiamo verso Sant Adrews, il regno del golf, li iniziamo a giocare, è una giornata splendida, e la cittadina adagiata sul mare, offre caldo e accoglienza.

Si gioca a gruppi da tre, noi giochiamo con gatta, che spettacolo, dire le scemenze in italiano e prenderla in giro mentre sbaglia, tutti guardano a noi e si chiedono come facciamo ad essere cosi matti…..

Dopo un pranzo su una panchina contornata con discussione con una coppia di anziani, si riparte.

Tutta autostrada, fino al Forth Bridge, dove ci dirigiamo proprio sotto le sue enormi fondamenta e si parte con le mitiche foto di gruppo e i saluti.

Che peccato lasciare tutti, ok le email e i contatti, ma ciò ci dispiace, ma come tutte le belle cose, prima o poi finiscono.

Si arriva ad Edimburgo, e li ci sono i saluti ufficiali, tuttavia alcuni del gruppo, “i migliori” rimango ancora per una notte ad Edimburgo, perciò appuntamento al Globe, un locale adagiato sul Royal Mile.

Chiediamo a Danke, l’autista se può accompagnarci con il pulmino al nostro ostello, visto che si trova leggermente a sud della città.

Arriviamo e dopo aver rimmediato internet gratis, ceniamo ed usciamo di nuovo per incontrare gli altri. Troviamo un giornale che lancia pubblicità sul Canada, e sulle compagnie a basso costo che partono proprio da qui per la bellissima terra, li con i ragazzi canadesi, si commenta e si chiedono consigli su quello che potrebbe essere il viaggio della prossima estate.

Nel locale incontriamo un signore che sa l’italiano, perché ha vissuto a Napoli per un breve tempo, ci racconta della finale e della festa li ad Edimburgo.

Ci spostiamo in un altro locale, una discoteca, proviamo ad entrare gratis grazie ad un Pm italiano, ma non ci riusciamo, pazienza. Stiamo li fino alle 3, ma siamo molto stanchi, cosi alla fine usciamo tutti, ci salutiamo ed ognuno per la sua strada.

Quella nostra sarà la più impegnativa, già perché ora l’avventura sarà tornare a casa.

Non so come, ma alla fine, dopo una mezz’oretta ritroviamo la via del ritorno, decidiamo affamati di buttarci in cucina e cucinare un risottino, niente male alle ore 4:00.

Si va finalmente al letto.

 

GIORNO VII

Domenica 16 Luglio: Completamente stanchi, cerchiamo di alzarci, ma decidiamo di rimanere nella hall dell’ostello fino alle 4 di pomeriggio, consumando cosi un altro pasto e vedendo il gran premio.

Decidiamo di uscire, ma riceviamo la brutta notizia che depositare i bagagli costa 5pounds e 50, cosi decidiamo di visitare il resto della città da soli, dandoci il cambio ogni 45 minuti cosi uno di noi poteva guardare i pesanti zaini.

Verso sera, ci mettiamo in un parco, incredibile c’è un festival, ma la cosa più incredibile che sul palco a cantare c’è Danka, il nostro autista, è di nuovo completamente ubriaco, gli andiamo incontro, è compiaciuto e divertito di vederci ancora li, e tra una scemenza e l’altra si fanno le 20:30, dove noi decidiamo di andare alla stazione degli autobus, dove partirà il bus notturno per Londra, il mitico Megabus, già preso il periodo che vivevo a Londra, compagnia low cost che con pochi pounds mi permise di raggiungere varie destinazioni.

Ci sistemiamo, e dormiamo, ma verso le 5 del mattino l’autobus si rompe, per fortuna riusciamo a rientrare in un’area di servizio, dove nel giro di un’oretta un meccanico ci ripara il guasto e ci permette di ripartire.

 

GIORNO VIII

Lunedì 17 Luglio: Con circa due ore di ritardo riusciamo a rientrare a Londra, li passiamo tutta la giornata a fare compere, visto i ridicoli prezzi ancor di più resi ridicoli dai saldi, e cosi dopo una tremenda giornata di sole e spese andiamo, con il bus della terravision, ovviamente gratis, all’aeroporto, dove dormiamo li e alle 06:10 abbiamo preso il volo tornare in Italia.

 

E’ scontato ancora una volta fare una breve ma indispensabile conclusione, il viaggio è stato simpaticissimo, sono stati bei momenti quelli passati con il resto del gruppo, verrà naturalmente ricordato per le grosse quantità di cose rimmediate, per la pazza serata di Inverness, per l’enorme quantità di persone che parlano in italiano, per la finale della sera prima e naturalmente per la bellezza dei luoghi, che raccoglievano una pesante eredità da parte della Norvegia, mio luogo di viaggi negli ultimi tre anni.

Ovviamente nulla si può paragonare a quello che ho provato in Norvegia, ma devo dire che questi luoghi hanno tenuto testa alla e alle nazione scandinave.

La magia dell’isola di Skye e le Hightlands, e poi le enormi vallate lunge miglia e miglia e disabitate, desolate, fantastiche.

Anche questo giro è finito e senza particolari imprevisti, o per lo meno quelli che ci sono stati non hanno intralciato minimante il nostro cammino, rendendo cosi il viaggio ancor più piacevole da raccontare.

Già ormai sono rimasti solo foto e ricordi, nulla più, ma la cosa più indelebile che rimarrà sarà il ricordo piacevole che le persone avranno di noi quando rivedranno le loro foto.

 

Andrea De Angelis

“C” is for cooking 17-07-2006

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