GIORNO I

Lunedì 26 Marzo: Eccomi di nuovo in viaggio, questa volta per lavoro, e la cosa più incredibile che è stato deciso il tutto nel giro di 3 giorni, già, un bel giorno, ossia venerdi, vai al lavoro, e la responsabile ti propone di andare in Danimarca a fare una sostituzione per circa un mese e come poter rifiutare e nell’incoscienza e nella voglia di rischiare ancora ho trovato la forza di dire si.

Si parte verso le 19:00 di sera, per l’aeroporto di Ciampino, dove prenderò il volo per Londra dove poi il giorno dopo prenderò il volo per Ǻrhus.

Alla partenza ovviamente ritrovo le vecchie colleghe di Ciampino, le quali chiamano la postazione di Londra e mi dicono che li ci sarà ad aspettarmi un taxi per portarmi alla Terravision House, dove dopo aver dormito qualche ora torneremo con i colleghi che fanno la mattina all’aeroporto.

All’arrivo a Londra, incontro un’autista, Andrea Crepaldi, già il nipote del benzinaio.. lui è qui, sempre con la Terravision , ma lui è un’autista, dice che deve fare la corsa dall’una dall’aeroporto in centro, e poi dal centro all’aeroporto alle 4:00 di mattina, cosi decido di andare con lui, primo per fargli compagnia, secondo per rivedere la mia Londra, che un anno fa mi vedeva suo cittadino.

Che emozione, e soprattutto che nostalgia, rivedere il Canary Wharf, i mitici bus a due piani rossi, il quartiere di Vouxall, il Big Beang, la ruota panoramica e tutto il resto, Londra è sempre Londra e resterà sempre nel mio cuore.

 

GIORNO II

Martedì 27 Marzo: Ci prepariamo al Check-in, e dopo aver pagato 5pouds per pagare i bagagli, m’imbarco per Ǻrhus. Il volo è mezzo vuoto e forse era un presagio per il deserto che avrei trovato.

Atterriamo, in pratica in mezzo alla foresta, ed è strano notare che quando viaggio atterrare in mezzo alla foresta è un brivido fantastico, invece fa tutt’altra sensazione quando ci devi lavorare, vedere quel minuscolo aeroporto, che sarà il luogo dove lavorerò.

Mi hanno detto che ad aspettarmi ci sarà Alessia, ragazza che ha sostituito Ilaria, colei che lavora fissa qui. Infatti al gate d’uscita era li con un faccia che diceva tutto di quanta solitudine abbia sofferto. Cerco di tranquillizzarla, e ci troviamo subito alla grande, credo che in parte anche al fatto che lei aveva veramente bisogno di avere vicino una presenza amica.

Dopo aver fatto un giretto all’aeroporto, prendiamo il bus per casa.

La nostra casa, spaziosa, accogliente con il parquè a terra molto pulita e tipicamente nordica, ma in mezzo alla foresta e al nulla, solamente tre case, un distributore di benzina ed un piccolo supermarket, si avverte subito il senso di disaggio che Alessia ha provato, e dopo una semplice pranzo, due risate, io me ne vado un po’ a letto, e lei rimare di nuovo sola nei suoi pensieri, la trovo al mio risveglio di fronte alla televisione, sempre più spenta. Mamma mia che tristezza, sapere che il centro è a 45 minuti di distanza e 14 euro autobus. Mi racconta in breve la sua storia alla Terravision, e mi dice di come si sia trovata male qui, perché voleva tornare ma il responsabile, non la faceva tornare, nonostante che gli avevano promesso solamente 10 giorni. Inevitabilmente incomincio a preoccuparmi, voglio subito sentire la ragazza che deve tornare qui su, quanto gli manca. Infatti una volta in aeroporto, la chiamiamo subito, tuttavia dice che la sua terapia post operazione sarà lunga, non so se è veramente vero, o solo perché vuole tirare fino a Pasqua, che lo sa. Cerchiamo in aeroporto, un punto wireless, lo traviamo, ma purtroppo è a pagamento, quindi un’altra brutta notizia, nemmeno internet.

Alessia m’illustra il lavoro, in pratica, dobbiamo distribuire volantini e proporre lo shuttle bus da Londra Stansed a Londra centro al check-in del volo della Ryanair, solamente due ore la mattina e due la sera tranne il sabato.

Iniziamo, e le sue preoccupazione ormai scaricate, perché giovedì partirà, vengono scaricate su di me, mamma mia, cosa farò… Torniamo a casa e dopo cena prima di andare a letto mandiamo alcuni messaggi ad una ragazza che ha conosciuto Ilaria, questa ragazza è Norvegese, si chiama Marie e

lavora come ragazza alla pari a poche centinaia di metri dall’aeroporto; dice che domani mattina passerà all’aeroporto a conoscerci.

 

GIORNO III

Mercoledì 28 Marzo: Dopo colazione ci dirigiamo all’aeroporto, li ci viene a trovare Marie, molto carina, tuttavia non tipicamente nordica, infatti il padre è Norvegese, ma la madre è filippina, un buon mix, ha 21 anni, assomiglia a Tia Carter in relict hunter, conosco anche Ole, il signore dell’agenzia dove ci appoggiamo per vendere i biglietti, sembra simpatico, ma non si sbilancia mai a lunghe conversazioni.

Torniamo a pranzo a casa e dopo l’ennesimo pisolino, seguito dalla disperazione d’Alessia e di riflesso la mia. Verso le 17:30 andiamo in aeroporto, dobbiamo iniziare a lavorare alle 20:30, ma ci rechiamo la prima, per vedere un po’ di persone.

Finalmente una piacevole scoperta, troviamo il pc dell’agenzia acceso e con internet a potata di mano a 100mega al secondo. Ovviamente è una cosa scorretta da fare, però che salvezza avere internet. Li cerchiamo di prenotare un volo per Alessia, ma il sito ci dà delle cose strane, cosi decidiamo di andare a chiedere al centro della Ryanair. Li incontriamo Hellene, e coincidenza la mamma del ragazzino affidato a Marie la ragazza Norvegese, ci conosce già, perché Marie le aveva parlato di noi, cosi tra una cosa e l’altra, troviamo una soluzione e capiamo dell’errore, ma sopratutta troviamo una persona, un punto di riferimento importatane, in mezzo a questa foresta, lei vive a 2km da casa nostra, quindi per qualsiasi cosa è disponibilissima. Chiudiamo il nostro box, ed andiamo da lei, e iniziamo a parlare e parlare, ci presenta alcune colleghe, anche loro molto gentili, meno male soprattutto, alla vigilia della partenza di Alessia; già da domani mattina sarò solo, conosco anche un ragazzo venuto qui a fare l’erasmus lui è italiano, mi da alcune dritte sulla città e mi dice che venerdi prossimo rientrerà, cosi potremmo fare qualcosa insieme.

Rientriamo a casa, Alessia fa la valigia e andiamo a dormire.

 

GIORNO IV

Giovedì 29 Marzo: Prendiamo i bagagli, e ci dirigiamo all’aeroporto e cosi ecco che anche Alessia è li al check-in, ma non a lavorare, bensì pronta per partire, oggi ha un altro aspetto e direi, dopo tutto quello che ha passato…..

E cosi eccomi soli, rientrare a casa, a questo punto avevo due soluzioni, o buttarmi nella disperazione come ha fatto Alessia e trasformare ogni girono in un pesante macigno, oppure voltare pagina, ed iniziare una nuova vita, con la solita energia positiva, a mio avviso non avevo scelta e cosi iniziai a spostare i mobili a mio piacimento con la musica a tutto volume, tanto chi cazzo vuoi che ti senta, costruisco con un po’ di scatoloni un fantoccio, e lo chiamo Ivar, come, non so se avete presente il film cast away che l’attore disperso su un’isola deserta con un pallone ed un po’ di paglia costruisce un viso e da anima ad un pallone che gli terrà compagnia…..

Dopo un pranzetto niente male, mi butto sul letto e dentro di me capisco che poi non è cosi dura, ce la posso fare, basta solamente organizzarsi il giorno.

Esco per andare al lavoro, ovviamente prendo l’autobus delle 17:54, cosi mi butto un po’ da Hellene per parlare un po’. Ci raccontiamo del più e del meno, ed incredibile, vuole che vado a casa sua a cucinare qualche piatto italiano, addirittura mi vuole pagare, io rifiuto ovviamente, in compenso, mi da un biglietto omaggio per il flybus, mi ha detto che alcune volte l’autista non lo ritira, speriamo bene, cosi posso andare più volte in centro a gratis, inoltro mi organizza un’incontro con Marie, dice che domani loro saranno ad Ǻrhus a festeggiare un compleanno, cosi dopo si potrebbe uscire, io potrei lavorare ed inseguito prendere il flybus per il centro e tornare la mattina dopo direttamente in aeroporto e non ancora contenta mi dice che mi porterà la sua bicicletta, che persona eccezionale meno male.

Torno a casa, felice ed un po’ meno solo ceno e vado a letto. 

 

GIORNO V

Venerdi 30 Marzo: Dopo colazione torno in aeroporto, continuo a conoscere sempre più persone, nulla di rilevante da dire, a parte che Ole, il signore dell’agenzia partirà per tre settimane, quindi quando il gatto non c’è i topi ballano, cosi avrò internet a più completa disposizione quando e come voglio. Torno a casa, pranzo, mi metto a leggere e ad organizzare la serata con  messaggi a Marie, tuttavia dice che è stanca, quindi decidiamo di rimandare tutto al prossimo week end. Verso le 17:30 mi chiama sia Alessia che mi racconta un pò del suo ritorno, sia Vittorio, il responsabile estero, e mi dice che il 19 aprile posso tornare a casa, ora ho una data, quindi il conto alla rovescia può incominciare, stiamo al telefono per molto tempo, e perdo il bus delle 17:54, proprio oggi che potevo navigare su internet in santa pace, a questo punto avevo sue alternative, o aspettare altre due ore, o incamminarmi a piedi e provare a fare l’autostop; in mezzo a un vento pazzesco, e alla tundra, ecco una gippetta fermarsi, mi carica, e mi porta all’aeroporto, un ragazzo tedesco, che tornava dal lavoro, in macchina con se ha un cane, e mi chiede se mi da fastidio, ovviamente sono nelle condizioni di non rifiutare, e cosi vai, un’altra cosa rimediata, dai che poi non sta andando cosi male, e tra me e me penso, che se riesco ad uscire alla grande da quest’avventura, posso cavarmela ovunque.

Dopo aver navigato un paio di ore, lavoro e torno a casa, ho deciso di non uscire più questa sera, uscirò domani che è sabato.

 

GIORNO VI

Sabato 01 Aprile: Vado al lavoro, nulla di rilevante tranne che oggi splende il sole, cosi pianifico di andare in centro nel pomeriggio e tornare alle 22:00. Tuttavia al mio ritorno dal lavoro, mi accorgo che il tempo sta peggiorando, dopo pranzo addirittura inizia a piovere, mamma mia ragazzi, qui è peggio dell’Inghilterra, c’è un freddo umido, piove sempre e c’è sempre nebbia, che rimpianti di quelle belle giornate di sole e neve in Norvegia, e se guardo il mare penso che è solo dall’altra sponda….

Decido quindi di andare in centro la sera, solo per divertirmi. Eccomi in centro, finalmente un po’ di persone! Cammino e noto che è piuttosto facile orientarsi, dapprima trovo il locale che Kasper, un amico d’Ilaria mi aveva consigliato, per poi dirigermi al “social Club” disco club, dove per entrare bisogna esibire la tessera studenti, ovviamente io presento la mitica tessera della biblioteca nazionale affiancata da quella dell’università popolare, ed ovviamente entro gratis. Il locale è grande, e pieno di belle ragazze, tutto fa ritornare in mente le mitiche notti di Trondheim. Conosco una ragazza, ma niente di che, e tra giri e baccano, la serata arriva presto alle 4:30, esco e vado a prendere il flybus per l’aeroporto.

 

GIORNO VII

Domenica 02 Aprile: Arrivo in aeroporto verso le 5:45, e mi chiudo dentro l’ufficio per dormire almeno un paio d’ore. Dopo il lavoro torno a casa, pranzo, vedo la corsa e mi chiama, prima Pezza e poi Hellene, dice che alle 17:30 mi verrà a portare la bicicletta e che forse andremo a fare un giro in macchina. Vedremo, perché il tempo fuori è ovviamente brutto.

Eccola Hellene, proprio qui sotto casa, dice che andremo prima a compare le uova in una fattoria, e poi andremo a casa sua. Che magnifica campagna, aperta, selvaggia, battuta solamente dal vento e macchiata da qualche casolare qua e là, casette come quelle di una fiaba, come quelle che si disegnano quando sei bambino, con un tetto spiovente, basse e perfettamente uniforme.

Arriviamo alla fattoria, piena di animali, pulitissima, acquistiamo le uova e un po’ di carne, saliamo in macchina e ci dirigiamo alla sua casa, ad un certo punto nel tragitto, si ferma e fa scendere il cane dalla macchina, un dalmata purissimo, che correndo dietro la macchina ci accompagna a casa, e mentre attraversiamo l’ennesimo campo coltivato, ecco apparire tre strani animali all’orizzonte, ma sono cerbiatti! in completa libertà, naturalmente fuggo, il cane li rincorre, e fortunatamente riesco a fargli una foto, con il tramonto alle loro spalle.

Arriviamo nella sua casetta, carina, non tanto grande, ma deliziosa, li ritrovo Marie e tutti insieme iniziamo a cucinare un bel piatto di spaghetti alla carbonara, sembravano affascinati, nel guardarmi mentre cucinavo, ma non stavo facendo nulla di eccezionale, la differenza sta che noi italiani mangiamo per piacere, il resto del mondo lo fa per sopravvivere, non è proprio nella cultura loro il cucinare, infatti, in alcuni passaggi erano impacciatissime, come ognuno di noi alla prima volta.

Dopo una cenetta, e un litro di vino bevuto praticamente in due, devo andare al lavoro. Hellene decide di accompagnarmi e di prestarmi una bicicletta che ha nel garage, la carichiamo nel retro e ci dirigiamo all’aeroporto. Arrivati, ci accorgiamo che la bici è caduta durante il percorso! Lei si precipita a prendermela e io entro in aeroporto. Dopo il lavoro torno a casa in taxi, perché la domenica sera non ci sono autobus.

 

 

GIORNO VIII

Lunedì 03 Aprile: Mi alzo come consueta routine, vado al lavoro, al ritorno decido di tornare in bici lasciata li la sera prima, ma purtroppo nel tragitto buco una gomma, cosi spingo la bici fino a casa.

Dopo una dormita e il pranzo pulisco profondamente la casa e vado a prendere il bus per l’aeroporto. All’arrivo l’incontro Hellene, bella e dolce come sempre, mi dice che andremo a Legoland insieme, e che domani mi presterà la macchina per andare a casa sua da Marie, non solo, dice che domani verrà a prendere la bici e me la riparerà…. Che dire, mai incontrata una persona cosi disponibile e gentile, porterò sempre un meraviglioso ricordo di questa persona; devo assolutamente trovare un modo per sdebitarmi., visto che il 19 è anche il suo compleanno! Torno a casa e dopo cena vado a letto.  

 

GIORNO IX

Mercedi 04 Aprile: E siamo già al nono giorno, mamma mia il tempo come passa ho appena finito di lavorare, ed ora sono seduto sul letto a gambe incrociate, e mentre scrivo guardo la foresta che fuori la finestra, il tempo è grigio ovviamente, fa molto freddo fuori e sto ascoltando pezzi dei Pink Floyd, un po’ sono emozionato, se penso dove sono, se penso dov’ero 3 settimane fa e se penso dove andrò mi sento veramente contento e pieno, tutto scorre lentamente, come in una fiaba, in un pittoresco villaggio dove il silenzio fa da cornice a tutto e mentre scrivo queste parole, fuori ha iniziato a nevicare. Menomale che nel giro di un’ora ha smesso, non volevo rinunciare al mio giro in macchina.

Dopo essermi riposato, prendo le mie cose e vado al lavoro, li Helene, mi da istruzioni per la sua macchina e via… l’immensa campagna mi si apre davanti, lunghissime dritte, in mezzo ai campi di grano e alle fattorie, e poi via dentro la foresta che spettacolo vedere il sole che gioca dietro le nuvole e tutto ti sembra cosi diverso, cosi libero…. Allora è questo quello che si prova ad essere liberi… non ho nulla a cui pensare.. mamma mia che meraviglia e che grande emozione guidare in un paese straniero, in aperta campagna, un sogno e tutto grazie a quella fantastica persona di nome Helene!

Dopo essermi perso un paio di volte arrivo alla casa di Helene, li ci sono ad aspettarmi Marie, il marito di Helene, i suoi due figli e Alù il mitico dalmantino. Oggi ho deciso di preparare  spaghetti alla marciana, ma manca il sugo, quindi con molto “dispiacere” prendo di nuovo la macchina e torno alla mia casetta e di nuovo torno indietro.

Alla fine i mitici spaghetti risulteranno fantastici, meravigliosi, da leccarsi e baffi e ovviamente mi invitano di novo anche domani; è incredibile come sono riuscito a conquistare queste persone e come allo stesso tempo sono gentili.

Dopo alcuni bicchieri di vino e discussioni di viaggi e lavoro con il marito, vado al lavoro, ovviamente in ritardo, porto quel che rimane degli spaghetti a Helene e via ai check-in.

 

GIORNO X

Giovedì 06 Aprile: Un nuovo giorno ha inizio, quest’oggi mi sento un po’ stanco, credo che sia dovuto ai bicchieri di vino e grappa di ieri sera; in ogni modo vado al lavoro, li trovo Marie ed Helene, che mi dicono se voglio un passaggio a casa, io ovviamente accetto, nel tragitto, mi propongono di andare con loro ad Elbetoft, una cittadina poco distante da qui.

Arriviamo in città, molto carina, adagiata sul mare, peccato che ovviamente è brutto tempo, tuttavia, riesco ad apprezzare la costa e il paesaggio.

Andiamo in un paio di supermercati, e ci fermiamo poi a mangiare la pizza in un chiosco, come un’allegra famigliola. Al ritorno, ci fermiamo in vari punti, perché lei vuole salutare alcuni suoi amici, cosi ci addentriamo in delle stradine con la macchina veramente suggestive, e dopo aver passato una lunga prateria stile americano, arriviamo in una villa rossa molto grande, con sopra il tetto una specie di paglia e con dei strani cavalli con la pelliccia lunga che pascolavano li davanti, che bel posto.

Torniamo a casa, pranzo e verso le 17:30 ecco di nuovo Helene, mi è venuta a prendere di nuovo per cenare e stare insieme con Marie che partirà domani, e tornerà il 23, quando io sarò già partito. Decidiamo di cucinare i tortellini alla crema di funghi, e cosi ci adagiamo di nuovo in cucina, che è mia da 5 giorni a questa parte, in ogni modo risulteranno buonissimi, peccato si siano freddati.

Verso le 20:30 vado al lavoro ed in seguito ritorno a casa.

 

GIORNO XI

Venerdì 07 Aprile: Oggi al lavoro ho venduto già 17 biglietti, alla grande! Sto programmando di andare a Copenaghen, e non di andare a Legoland, ora oggi nel pomeriggio vedrò un po’ i prezzi e tutto; comunque credo andrò sabato prima di pasqua.

Verso le 17:20 arriva Helene, e venuta a portarmi la bicicletta, appena riparata, peccato ci sia brutto tempo ed è impossibile farsi un giretto, per provare i nuovi copertoncini, da li mi da un passaggio all’aeroporto e vado cosi qualche oretta su internet e dopo il lavoro torno a casa.

 

GIORNO XII

Sabato 08 Aprile: E cosi è sabato ancora, vado al lavoro come di solito, che spettacolo all’aeroporto, ormai siamo una grande famiglia, mi conoscono tutti, e pesa, ormai Pater mi saluta con “buon giorno, come stai” pazzesco.

Finito al lavoro torno a casa, pulisco a fondo la casa, lavoro al pc, e si fanno presto le 19:00, ceno e vado a prendere il bus, per un’altra nottata nella crazy Ǻrhus.

Arrivo in centro, questa sera decido di spendere gran parte della serata al Woxies, un locale rock, dove c’è musica dal vivo e a parte le innumerevoli belle ragazze, gente di altra qualità di quella incontrata sabato scorso. Li incontro due italiani, qui per lavoro, ormai da due anni, non hanno intenzione di tornare, siamo stati a parlare molto di coincidenze della vita, a loro la loro società che lavora nel campo ferroviario gli ha proposto di andare a lavorare in Danimarca per un periodo, non sono più tornati e nemmeno lo vogliono, l’uno ormai fidanzato conosce bene la lingua, dice che quando incontri una donna qui ci perdi la testa e mandi a diavolo tutto, mi diceva vedi!!!!! Pazzesco! L’altro, un pazzo, libertino ci provava con tutte ogni sera, e più di qualche volta ci riusciva.

Verso l’1 mi arriva un sms è Kasper, un ragazzo danese, che conosceva Ilaria, mi dice di andare allo Sherlok Holmes pub, un altro locale più avanti.

Li ci incontriamo, che tipo che è ubriaco pesto, un’altra incredibile storia di vita, e un’altra lezione sul che vuol dire inseguire i sogni, lui partito per l’erasmus in Italia, precisamente a Bologna, si innamora dell’Italia, ne riamane tre anni, ora parla benissimo l’italiano, è laureato, e la sua ragazza è calabrese, dice che il 24 torna in Italia, a Roma, per restarci tutta la vita, mi ha chiesto se poteva entrare in Terravision incredibile, e nel mentre mi offre 3 pinte di birra, naturalmente si fanno le 3 velocemente, cosi torniamo tutti nell’altro locale fino alle 4:30, da li poi vado a prendere il flybus per l’aeroporto, dove nel mio classico angoletto in ufficio mi butto a dormire. Quanti incroci di storie e vite incredibili, ma perché vivere e morire nello stesso paese, quando fuori c’è il mondo, io me lo domando, e mi fa specie vedermi tra 20 leggere questo diario chissà dove e chissà con chi, magari a poggio mirteto, o a Londra, o in Norvegia, o in America e chi lò sa, so solo che 90% può e deve dipendere da me!

 

GIORNO XIII

Domenica 09 Aprile: Finito di lavorare, completamente in coma e affamato, mi dirigo a casa, cerco di ricompormi, con un bel piatto di spaghetti, una doccia e una bella dormita.

Ho la piacevole sorpresa di trovare il sole al mio risveglio, cosi decido di prendere finalmente la bici per andare al lavoro, che spettacolo pedalare incontro al tramonto in mezzo a quelle belle praterie. Vado in ufficio, e dopo il lavoro, torno a casa esausto, domani devo assolutamente andare in banca per depositare i soldi, già l’incasso di questo week end, è stato molto alto, meno male che anche gli affari cominciano ad andare bene.

 

GIORNO XIV

Lunedì 10 Aprile:Dopo il lavoro e pranzo, vado in banca ad Ebeltoft, questa volte però c’è il sole, cosi dopo la banca posso girarmela tranquillamente, veramente carina, un piccola Brugge, merita davvero una visita, questa piccola cittadina adagiata sul mare con piccole casettine ed un centro storico da fare invida a una qualsiasi città nordica, li trovo anche un regale per Helene, che il 19 sarà il suo compleanno credo che sia un mezzo per sdebitarmi di quanto lei ha dato a me, gli compro un libro di ricette italiane.

Trono a casa, e dopo aver dormito, (ho un leggero raffreddore) me ne vado al a lavoro e poi di nuovo a letto.

 

 

GIORNO XV

Martedì 11 Aprile: Vado al lavoro, ormai in confidenza con tutti, chiedo, dove si può prendere la spalletta che indossano tutti, quella d’orata raffigurante l’aereo MD80, dopo aver scherza dicendomi che bisogna avere anni d’esperienza prima di acquisirla, me ne regalano una ed un bottone particolarissimo, un altro ricordino rimediato all’estero.

Dopo pranzo e dopo un pisolino torno in aeroporto, li mi collego su internet, in chat, incontro Corman e Andrea, e addirittura riusciamo a stabilire una connessione vocale, tutto a gratis, incredibile uno spettacolo, parlare uno dalla Norvegia, un altro dalla Danimarca con una persona si ancora in Sabina, ma con le valige pronte per Dreft in Olanda. Grandi!!!

Dopo due ore di chat, inizio il lavoro e di seguito me ne torno a casa.

 

GIORNO XVI

Mercoledì 12 Aprile: Di nuovo come di routine mi alzo alle 7:20 per andare al lavoro, nulla di nuovo, ormai è routine, sembra già di essere qui da una vita.

Il pomeriggio mi reco all’aeroporto verso le 18:00, prendo un libro, e mi butto in santa pace nella waiting room, il silenzio è rotto solamente da quei dolci rumori che l’uomo produce quando non vuole disturbare, tutti in silenzio, che belle farsi illuminare dal sole che filtra nella vetrata dell’aeroporto, in quel surreale aeroporto, dove tutti vivono in pace, sono tutti rilassati, forse perché il 90% delle persone che lavora qui vive in mezzo alla foresta?!!

Dopo aver letto, scendo a salutare chi è di turno, oggi c’è Piter, è mi dice che ha intenzione ricomprarsi la Ferrari 400I, l’ha vista, è in Germania, solamente ha bisogno di un pezzo di ricambio, credo la cinta di trasmissione, in ogni modo, se lo compra in Italia risparmia molti soldi, quindi stiamo cercando un modo per metterci d’accordo.

 

 

GIORNO XVII

Giovedì 13 Aprile: Dopo la solita mattinata, vado a casa, e prima di pranzo impasto la pizza, perché questa sera faremo la pizza tutti insieme a Casa di Melene, che verso le 14:00 mi chiama e ci mettiamo d’accordo.

Mi viene a prendere verso le 17:30, e iniziamo a fare le pizze, una buona focaccetta per iniziare, seguita poi da salsicce e funghi, salciccia e patate e salsiccia e funghi. Risultato tutto eccezionale, sono stupiti, di quanti pochi ingredienti io abbia messo sopra, e di quanto sia buona; qui si usa mettere sulla pizza di tutto, e spesso o non gli si cuoce, o risulta un mattone.

Beviamo vino, e si parla ancora dell’Italia, Helene, mi obbliga ad insegnali la ricetta, ma basta che aspetta il giorno del suo compleanno e troverà tutto sul libro che gli ho regalato.

In seguito mi accompagna al lavoro con la macchina, e in seguito torno a casa con il bus.

 

GIORNO XVIII

Venerdi 14 Aprile: Giornata piuttosto tranquilla, ho pulito la casa e lavorato un po’ con il computer, l’unica cosa da segnalare, è il fatto che al ritorno la sera non c’era il bus, quindi ho dovuto chiedere al Taxi se mi portavano a casa, solo, data la breve distanza, nessuno voleva portarmi a casa, quindi ho aspettato fino alle 23:30 che Piter chiudesse il suo ufficio e meno male mi ha portato a casa.

 

     GIORNO XIX

Sabato 15 Aprile: Finalmente il giorno della gita a Copenaghen è arrivato! Mi precipito subito al lavoro, e dopo tutte le procedure, prendo la bici che avevo lasciato ieri in aeroporto e torno a casa, mi preparo rapidamente il pranzo e la cena da portarmi, e via esco per prendere l’autobus.

Il bus passa puntuale, e ci porta ad Ebeltoft, dove prendiamo un aliscafo che con 45min ci porta dall’altra sponda dove c’è la penisola di Copenaghen, che timore riprendere la nave dopo l’ultima esperienza in Norvegia, comunque quest’aliscafo oltre ad essere velocissimo è anche molto stabile, in parte dovuto anche dal fatto che il mare era piatto.

Arrivato dall’altra parte sulla terra ferma, prendiamo un altro bus che con circa due ore ci porterà a Copenaghen.

Il viaggio scivola piuttosto tranquillo, e peccato che mi sbaglio a scendere, cosi mi ritrovo si a Copenaghen, ma in periferia, quindi dopo circa 40min spesi ad orientarmi, prendo un trenino metropolitano ed arrivo in centro.

Che spettacolo, c’è il sole, tuttavia fa molto freddo, ma che bella, non mi ricordavo che la città fosse cosi accogliente e stupenda, essendoci già stato è facile per me visitare di nuovo tutti i posti d’interesse turistico, e cosi dopo 5 ore di cammino vado alla stazione a prendere il treno per tornare ad Ǻrhus. Alle 20:00 precise parte il treno, passiamo vicino al magnifico ponte Storæbalt, fantastico ed immenso,e poi di notte illuminato come un albero di natale, e arriviamo a Fedrerisca. Li vedo che scendono tutti e domando ad una ragazza il perché, praticamente si è rotta la linea della corrente, quindi dobbiamo scendere, e ci sarà il servizio sostitutivo che ci porterà ad un’altra stazione, dove ad aspettarci ci sarà un altro treno… e cosi la storia si ripete, dopo la stessa cosa successa in Olanda 4 anni fa eccomi di nuovo qui, nella stessa situazione, ed in una sperduta stazione, dove pensate la coincidenza, avevo dormito con David, all’Inter Rail nel ritorno da Skagen!

Dopo due cambi ed un’ora di ritardo eccomi finalmente ad Ǻrhus, è da circa un’ora Pasqua, e la gli adulti escono dalla messa e i giovani sono già ubriachi per le strade!

Mi dirigo al Woxias e allo Sherlok Holmes, per poi prendere il fly bus per l’aeroporto alle 5:00 del mattino, arrivato in aeroporto mi butto in ufficio per dormire qualche ora! Che botta!

 

GIORNO XX

Domenica 16 Aprile: Oggi è Pasqua, mi trascino al lavoro come meglio posso, e alle 11:00 dopo esattamente 24:00 torno a casa e chiaramente crollo sul letto.

Dopo cena torno al lavoro, li chiedo ad Helene se mi può accompagnare a casa sta sera, ovviamente accetta, e cosi, io finito di lavorare, mentre l’aspetto, entro in chat vocale con Giggi che sta in Norvegia, e dopo una bella chiacchierata di un’ora torniamo a casa.

GIORNO XXI

Lunedì 17 Aprile: Giorno di Pasquetta, non ho fatto nulla d’interessante, a parte che al ritorno la sera sono tornato con Piter e la Moglie ancora una volta, certo, chiedere passaggi ogni volta, non è il massimo, tuttavia se si risparmia!!

 

GIORNO XXII

Martedì 18 Aprile: Ormai è quasi fina, ed incomincio a sentire la pressione dell’Italia! Il pomeriggio verso le 17:30 Helene , mi viene a prendere, oggi andremo a casa sua per l’ultima cena insieme alla sua famiglia, questa volta sarà lei a cucinare; vedremo un po’!

Ci serve un piatto a base di prosciutto e una crema deliziosa, io successivamente gli consegno il regalo, e dopo i saluti con il Henrik, mi accompagna all’aeroporto, ovviamente in ritardo, e mentre mi allontano da quella campagna, già mi viene la nostalgia, chissà quando la rivedrò.

Vado al lavoro, questa sera ritorno a casa con la signora che lavora al rent car dell’AVIS, ci divertiamo parecchio in sieme, e ovviamente si parla di viaggi!

 

GIORNO XXIII

Mercoledì 19 Aprile: Sembrava finita, ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo, finito il lavoro, vado a salutare Helene, che sta lavorando, mi chiede di fermarmi li, e poi mi domanda se mi va di andare a portare Alù, il suo cane a fare una passeggiata, io ovviamente accetto, e mi dà le chiavi della macchina e le chiavi della casa!!! Incredibile!!!

E quindi eccomi di nuovo a guidare e a camminare con il cane in quella bella e desolata campagna.

Al ritorno guardiamo un po’ il libro di cucina italiana che gli ho regalato, ed eccomi ai momenti dei saluti. L’unica parola, grazie o Tak, come si dice da queste parti, che persona fantastica, e come è stato per Andrea a Londra, ora posso ridire, chissà dove sarei senza lei, magari, in braccio ad una bella ragazza, o magari già in Italia, nessuno può dirlo; l’unica cosa che si può dire che si è dimostrata una persona fantastica, meravigliosa e veramente bella e dolce. Grazie ancora, se penso che mi ha prestato la macchina, prestato la bici, invitato 6 volte a cena, si è prestata da cavia per i miei piatti, dimostratisi deliziosi, mi ha affidato il cane, qualche volta i figli, portato ad Ebeltoft, venuta a prendermi ed accompagnarmi non si sa quante volte e invitato qui questa estate….. credo che aggiungere un altro commento sia stupito. Posso solamente dire che parecchie volte mi sono domandato il perché.

Torno a casa e di nuovo al lavoro, questa sera torno a casa con Hurlik, uno svedese, anche lui impiegato all’aeroporto, lui qui ha aperto un business, ossia produce macchine che fabbricano gioielli, incredibile!

 

GIORNO XXIV

Giovedì 20 Aprile: E cosi eccomi di nuovo all’ultimo giorno, ed è facile dire che ha lo stesso sapore agro dolce di tutti gli altri. Prendo la bici, e contro un forte vento contro mi dirigo all’aeroporto per l’ultimo turno di lavoro. Incominciano già i saluti e trovo una piacevole sorpresa, Piter, mi regala la spalletta d’oro a forma di aeroplano, e mi dice in italiano “questo è vero oro è stato un piacere bravo persona” io rispondo in italiano, ma molto lentamente, che mi ha fatto piacere lavorare in questa grande famiglia. E nel ringraziare, mi lascio alle spalle persone che chissà quando mai rivedrò; passo a salutare Ulla la signora dell’AVIS e torno a casa in autobus.

Una volta li finisco di scrivere il report e la lettera ad Ilaria e mi reco in banca ad Ebeltoft, li faccio il versamento e nell’attesa che passi il bus per tornare indietro mi metto a guardare il mare e a riflettere, su un’altra avventura portata a termine con successo.

Al ritorno, dopo aver assaporato l’ultimo pasto nella mia casetta, inizio a pulire profondamente, cambio le lenzuola e pulisco il bagno, nel mentre entra il proprietario di casa, e quando io entro nel salone me lo trovo davanti e per poco non mi fa prendere un colpo!!

Con il suo scarso inglese, riesce a mangiucchiare qualcosa del tipo che voleva controllare il contatore dell’elettricità, io gli ho detto che ero solo di passaggio e che lunedì sarebbe tornata Ilaria.

Alla fine mi preparo la cena da portarmi via w mi preparo a lasciare Tirstrup e prendo l’autobus, con una certa emozione, perché so che sarà l’ultima volta.

Eccomi al mitico AAR airport ma questa volta come passeggero e non come impiegato e tra baci e abbracci e dopo aver rimediato 6 scatole di caramelle 5 bottiglie d’acqua, mi reco al gate di partenza.

Che peccato lasciare questa favola….

Eccomi di nuovo a Londra e tutto finisce come era iniziato, già rincontro Andrea Crepaldi, e fa lo stesso turno dell’altra volta, e quindi vado in centro con lui e decidiamo nell’attesa di ripartire alle 4:00 di andare a Chelsea Bridge a prendere i panini dallo Zozzone…. L’aria di Londra è l’aria di Londra.. che emozione ancora una volta, è sempre la stessa, ma diamine quanto è piacevole!

Verso le 4:00 partiamo e alle 5:20 arriviamo all’aeroporto e mi imbarco per Bologna, già perché li ci sarà ad aspettarmi Papà e Zio Massimo di ritorno da Vienna e cosi tutti insieme partiamo per questa mitica attraversata di 4 ore in macchina, tutti diretti verso il matrimonio di Eleonora che avverrà domani.

 

Ormai sono in Italia da 4gg, ma c’è una cosa che devo assolutamente raccontare.

Domenica sera ero in attesa del messaggio da parte di Ilaria che tutto era andato bene, ed ecco infatti puntuale arrivare il messaggio con su scritto “Ciao ho letto la lettera, sei stato fantastico! Ho trovato il portone inchiodato con delle assi, sai per caso cosa può essere successo?... ora sono in albergo!”

Erano le 23:56 e voi potete capire lo spavento, avevo paura che qualcosa era andato a fuoco, o che era crollato qualcosa, e successivamente Ilaria mi manda un altro sms e mi dice che il tassista gli ha detto che ce l’ha messi la polizia!

La mattina successiva, non appena arrivati in aeroporto, la chiamo e verso le 12:00 mi fa sapere che stavano semplicemente restaurando il portone e si entrava dalla porta sul retro!!!

Mamma mia che paura, avevo temuto il peggio, meno male tutto ok.

 

A questo punto, come tutti i diari, sono chiamato a scrivere una conclusione.

E’ stupido non dire che è stato come vivere in una fiaba, come essere stato parte di un dipinto, vivere in una casa grande pulita e bella, in piccolo paesino dove il tempo si è fermato, al centro della prateria con dietro il bosco e poi le persone, che meraviglia, e qui nasce l’unica differenza tra una favola e qui, non ho trovato cattivi sul cammino!

Queste persone mi hanno fatto sentire a casa e vivere un’esperienza magica e dolce, in oltre la solitudine, quella vera, quella che a tratti sembra paurosa, ma nello stesso tempo ti permette di fare cose incredibili e profonde.

Reputo questa stoia, come un altro passo fatto verso il nord, la vita qui al nord è meravigliosa, lo vedi nel volto disteso e malinconico della persone, peccato che qui in Danimarca il tempo sia così pessimo, ma la gentilezza e gli occhi delle persone compensano questo gap e rimarranno sempre dentro di me.

 

 

Ǻrhus 20-04-2006

Andrea De Angelis

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